Le Parole del Vino

ABBOCCATO
Un vino lievemente dolce, che contiene un leggero residuo di zucchero.

ACERBO
Un vino non ancora affinato, caratterizzato da una sgradevole acidità in eccesso.

ACIDITA’ FISSA
L’acidità determinata dai soli acidi non volatili.

ACIDITA’ TOTALE
Componete fondamentale di un vino, è la somma dei vari acidi (fissi e volatili) presenti (malico, tartarico, critico, acetico) e si esprime in g/l. Da essa dipendono la salute e la buona conservazione di un vino, nonché la sua gradevolezza.

ACIDULO
Eccessivamente ricco di acidità.

AGLIANICO (rosso)
La vitis hellenica, da cui il nome attuale “aglianico”, fu introdotta dagli antichi greci in Campania, e da qui si è diffusa in Basilicata e in Puglia. Da questa varietà si ricava un vino rosso ricco di corpo, acidità e tannino, strutturato e importante, che con l’invecchiamento acquista grande eleganza e finezza di profumi. Il Taurasi Docg e l’Aglianico del Vulture Doc sono i vini più famosi a base Aglianico.

ALBANA (bianco)
Diffusa quasi esclusivamente in Romagna, dà vita a un famoso e tipico bianco a Docg, l’Albana di Romagna, che esiste in versione secca,
amabile, dolce e passita. Quest’ultima tipologia si sta imponendo come la più valida dal punto di vista qualitativo.

ALBAROLA (bianco)
Vitigno a bacca bianca tipico della zona delle Cinqueterre, in Liguria. Insieme al Bosco e al Vermentino è alla base dell’uvaggio del
Cinqueterre Bianco e del raro passito Cinqueterre Sciacchetrà.

ALCOLICO
Dal profumo e dal sapore caratterizzati da una notevole presenza alcolica.

ALEATICO (rosso)
Sulle colline dell’Elbs, a Portoferraio, nella zona settentrionale del Lazio, a Gradoli, ma anche in Puglia, l’Aleatico si esprime con tutta la forza che può avere un grande vitigno rosso mediterrane. I vini che ne derivano sono dolci, potenti, alcolici, aromatici. Spesso autentiche gemme
sconosciute.

ALLAPPANTE
Un vino aspro, ruvido e astringente per eccesso di tannino.

AMABILE
Vino abbastanza dolce.

AMPELOGRAFIA
La disciplina che descrive e classifica i vitigni.

AMPIO
Si dice di un profumo o di un vino particolarmente ricco e complesso, avvolgente.

ANCELLOTTA (rosso)
Varietà diffusa soprattutto nelle aree centrali dell’Emilia, dove è nota nche con il nome di Lancellotta. Produce un’uva molto ricca di sostanze coloranti
ed è considerata una stretta parente della vasta famiglia dei Lambruschi.

ANNATA
L’anno vendemmiale dal quale deriva un determinato vino. Sinonimo di Millesimo, Vintage, Colheita, Vendage, Vendemmia.

ANSONICA o ANSONACA (bianco) Vedi INZOLIA

ARISTOCRATICO
Fine ed elegante, ma nache unic, di rara qualità e superiore ai suoi simili. Lo sono solo i grandissimi vini per tradizione storica e caratteristiche organolettiche.

ARMONICO
Un vino viene definito armonico quando le sue componenti sono in gadevole proporzione fra loro. Un vino raggiunge l’armonia con la giusta maturazione.

ARNEIS (bianco)
Varietà di uva bianca fino a non molti anni fa addirittura in pericolo di estinzione, oggi invece coltivata con crescente interesse in diverse zone del Piemonte, del quale è originaria. L’area di produzione storica è propriamente il Roero, dove, per l’uso di accompagnarla al Nebbiolo al fine di ammorbidire le asperità
dei rossi, è anche definita Barolo bianco.

AROMA
Sensazione olfattiva che si precepisce attraverso la via retronasale dopo aver deglutito il vino. Anche profumi determinati dalla presenza di sostanze della serie aromatica (terpeni principalmente) presenti nelle uve aromatiche (Moscato, Traminer aromatico, Brachetto, alcune Malvasie. in piccole percentuali anche
Riesling Renano e Muller Thurgau.

AROMATICO
Vino ricco di sostanze aromatiche presenti nelle uve di base.

ASPRINIO (bianco)
Antichissimo vitigno presente quasi esclusivamente nella zona di Aversa, dove è alla base dell’omonimo vino a Doc.

ASTRINGENTE
 Vino con eccesso di tannino e acidità, ruvido al gusto e che lega la bocca.

AUSTERO
Imponente, maturo con un bouquet formato e un finale lungo e leggermente amarognolo.

BARBERA (rosso)
Varietà originaria del Monferrato e ampiamente diffusa in tutto il Piemonte e in Lombardia. Attualmente viene sperimentata con buoni risultati in altre regioni, anche del Centro-sud. Circa la metà del vino rosso piemontese deriva da questo vitigno, vinificato sia da solo (in purezza) che con altre uve (in uvaggio). I risultati migliori sono comunque ottenuti nell’ambito delle denominazioni classiche, e tra tutte spicca la Barbera d’Alba. In Lombardia è varietà largamente coltivata, mentre nell’Oltrepò Pavese è una Doc a sé stante.

BARRIQUE
Piccolo fusto di rovere francese (Allier, Tronçais, Limousin, Vosge prevalentemente) dalla capacità di 225 litri (2287 per le Pieces di Borgogna). Ha la particolarità di essere costruito con doghe piegate a fuoco diretto e, quindi, di avere la superficie interna con diversi livelli di tostatura a seconda del periodo di permanenza a
contatto con la fiamma.

BELLONE (bianco)
Tipico vitigno dei Castelli Romani, oggi molto raro. E’ presente in quella regione fin dai tempi degli antichi Romani ed è conosciuto anche con il nome di Cacchione.

BEVA
Può essere facile o pronta. Indica il grado di bevibilità di un vino.

BEVERINO
Leggero e facile da bere.

BIANCAME o BIANCHELLO (bianco)
Simile al Trebbiano e probabile parente alla lontana del Greco, è diffuso soprattutto nelle Marche settentrionali, dove è alla base del famoso Bianchello del Metauro.

BIANCO D’ALESSANO (bianco)
Vitigno autoctono pugliese, diffuso soprattutto nelle zone di Locorotondo e di Martina Franca, dove concorre all’uvaggio degli omonimi vini a Doc.

BIANCOLELLA (bianco)
Esiste oggi quasi esclusivamente sull’isola d’Ischia ma proviente con tutta probabilità dalla Corsica. E’ alla base dell’Ischia bianco e dell’omonimo vino Biancolella
d’Ischia, un bianco profumato molto gradevole.

BLANC DE BLANCS
Vino bianco, di solito spumante, ottenuto da sole uve bianche.

BLANC DE MORGEX (bianco)
Tipico vitigno della Valle d’Aosta, uno fra i pochissimi che ha resistito all’attacco della fillossera. Da esso deriva l’omonimo vino bianco a Doc prodotto nella parte
nord-occidentale della regione da vigneti che raggiungono addirittura i 1000 metri di altitudine sul livello del mare.

BLAUBURGUNDER (rosso) Vedi PINOT NERO

BLAUFRANKISH (rosso) Vedi FRANCONIA

BOLLICINE Vedi PERLAGE

BOMBINO BIANCO (bianco)
Diffuso in gran parte dell’Italia centrale, dalla Romagna fino alla Puglia. E’ alla base di molti bianchi a Doc, dal Pagadebit di romagna fino al leverano e al San Severo.

BOMBINO NERO (rosso)
Si può incontrare quasi esclusivamente in Puglia, dove è previsto nell’uvaggio del Lizzano Rosso Doc.

BONARDA o CROATINA (rosso)
Varietà a bacca rossa tipica della zona cha va dal Monferrato fino ai Colli Piacentini e ai Colli di Parma, passando per l’ Oltrepò Pavese. In queste zone, da sola o
in uvaggio, è alla base di paecchi vini a Doc, tutti rossi dal colore violaceo, di buona struttura e dalle discrete capacità di invecchiamento. In Oltrepò prende anche il
nome di Croatina.

BONARDA NOVARESE (rosso) Vedi UVA RARA

BOSCO (bianco)
Previsto nell’uvaggio del Cinqueterre Doc e del mitico Sciacchettrà, il raro e prezioso passito della zona, sembra essere uno dei pochi vitigni autoctoni della Liguria.

BOTRITIZZATO
Vino che deriva da uve colpite da muffa nobile, ovvero botrytis cinerea.

BOUQUET
L’insieme dei profumi che un vino acquista con l’invecchiamento, i cosiddetti “profumi terziari”.

BOVALE (rosso)
Di origine spagnola, lo si può incontrare oggi nella Sardegna centro-meridionale, dove è alla base del Campidano di Terralba, prodotto nelle provincie di Oristano
e di Cagliari.

BRACHETTO (rosso)
Vitigno aromatico a bacca rossa diffuso nella zona di acqui Terme (Asti). Ne deriva un famoso rosso a Docg, il Brachetto d’Acqui, dolce e molto profumato, talvolta
presentato in versione spumante o frizzante.

BRILLANTE
Vino di estrema luminosità nel colore.

BRUT
Spumante secco, con una minima aggiunta di liqueur d’expédition.

CABERNET FRANC (rosso)
E’ uno dei vitigni più “internazionali”. Originario della regione di Bordeaux, dove ha una particolare diffusione nella zona di Saint-Emilion, oggi è meno considerato del “fratello” Cabernet Sauvignon, ma in Italia, e in particolare nelle regioni nord-orientali, ha avuto un successo non riscontrabile in altre aree. In Friuli e in Veneto, in particolare, è di fatto il solo cabernet presente, mentre in Trentino e in particolar modo in Alto Adige gli si affianca il Cabernet Sauvignon con piùfrequenza. Dà vita a ottimi rossi, capaci di lunghi invecchiamenti, dagli inconfondibili profumi erbacei che ricordano il peperone verde, oltre che un’ampia gamma di frutti rossi, dal mirtillo al ribes.

CABERNET SAUVIGNON (rosso)
E’ il protagonista della vitivinicoltura internazionale. Originario del Bortolese, dove è particolarmente presente nelle zone dell’Haut-Medoc e di Graves. Si è poi diffuso in tutto il mondo, nelle zone calde e temperate, mantenendo sempre le sue caratteristiche varietali. Anche in Italia viene coltivato un pò dappertutto, ma principalmente in Trentino, in Alto Adige e negli ultimi anni anche in Toscana, Umbria e Sicilia, regioni nelle quali sta dando risultati eccezionali e dove è alla base di vini famosissimi,
il Sassicaia di Bolgheri su tutti.

CACCHIONE (bianco) Vedi BELLONE

CALABRESE (bianco) Vedi NERO D’AVOLA

CALDO
Sensazione di calore data da un vino ricco di olcol e glicerina.

CANAIOLO (rosso)
Varietà accessoria nell’uvaggio dei Chianti in genere. Conferisce morbidezza e facilità di beva.

CANAIOLO BIANCO (bianco) Vedi DRUPEGGIO

CANNONAU (rosso)
Grazie alle sue doti di sopravvivenza in climi aridi e sassosi e alla sua produttività, quest’uva originaria della Spagna si è diffusa con successo in tutto il mondo.
Garnacha, Grenache Noir, Canonaxo, Alicante e Roussillon sono solo alcuni dei sinonimi con i qusli è conosciuta. In Sardegna, sua culla italiana, l’uva Cannonau
è diffusa dappertutto, e ha diritto alla Doc. Da questo vitigno si ottengono viti ricchissimi in alcol, e infatti i Disciplinari prevedono 13,5° per il tipo normale e ben
15° per la riserva.

CARATO
Nome italiano per la barrique (vedi), riscoperto da Luigi Veronelli.

CARATTERISTICO
Vino nel qualerisulta molto evidente la provenienza da un determinato vitigno. Termine usato soprattutto per individuare i vini aromatici.

CARIGNANO (rosso)
In Italia la sua diffusione è limitata quasi esclusivamente alla Sardegna sud-occidentale e in particolare alla zona del Sulcis, da dove deriva l’omonimo vino rosso Doc.
E’ però un vitigno presente in tutta l’area mediterranea occidentale, dal Midi francese al Penedés catalano, dove prende i nomi di Carignan e Carinena.

CARRICANTE (bianco)
Si può trovare quasi soltanto sulle pendici dell’Etna, talvolta in vigneti posti a oltre mille metri di altezza. E’ ovviamemente, alla base dell’Etna Bianco, un bianco
sorprendente, dai profumi complessi e minerali e dal sapore deciso e aristocratico.

CATARRATTO (bianco)
E’ il vitigno più classico dell’area centro-occidentale della Sicilia, ed esiste nelle versioni bianco comune e bianco lucido. Concorre insieme al Grillo e all’Inzolia
a formare l’uvaggio del Marsala e dell’Alcamo.

CESANESE (rosso)
Tipico vitigno rosso del Lazio, è presente nelle zone del Piglio, di affile e di Olevano Romano, a cavallo fra le province di Roma e di Frosinone, Dà origine a vini
alcolici, talvolta dolci e frizzanti, da bere decisamente giovani.

CHARDONNAY (bianco)
Originario della Borgogna, diffusissimo nella Champagne, in passato in Italia veniva confuso con il Pinot Bianco, di cui è parente lontano. Nel nostro paese si è diffuso
prima nelle Tre Venezie e in Lombardia, ma in questi ultimi anni in ogni angolo della penisola si sono moltiplicati nuovi impianti. Come base spumante è eccellente,
specie se allevato su terreni calcarei di media altitudine; con rese per ettaro abbondanti dà un vino leggero e delicatamente fruttato, spesso commercializzato appena
pétillant (frizzantino) per accrescerne la freschezza e la beva. Si rileva invece un autentico fuoriclasse quando viene coltivato con criteri rigorosi nei microclimi più adatti.

CHARMAT
E’ un metodo industriale di produzione di vini spumanti che consiste nel provocare in autoclave la seconda fermentazione responsabile della presa di spuma del vino.
L’imbottigliamento avviene quindi sotto pressione.

CHIAVENNASCA (rosso) Vedi NEBBIOLO

CILIEGIOLO (rosso)
conosciuto anche con il nome di Ciliegiolo di Spagna, paese dal quale è probabilmente originario, oggi è presente soprattutto in Toscana, in Umbria e nel Lazio, dove
è previsto negli uvaggi del Montecarlo Rosso, del Val di Cornia Rosso, dei Colli del Trasimeno Rosso, del Colli Perugini Rosso, del Colli Amerini Rosso, del Vignanello
Rosso, del Velletri Rosso.

CLONI
Gruppo di piante derivante per moltiplicazione da un’unica pianta selezionata.

CODA DI VOLPE (bianco)
Con il Greco e la Falanghina è alla base di alcuni uvaggi bianchi della Campania, nelle aree a Doc del Vesuvio, del Taburno e dei Campi Flegrei.

COLORINO (rosso)
Vitigno a bacca rossa ricco di sostanze coloranti. E’ presente in piccole percentuali negli uvaggi del Chianti, del Rosso delle Colline Lucchesi e del Montecarlo Rosso.

CORPO
L’insieme degli elementi che compongono un vino, tolti l’alcol e l’acqua.

CORPOSO
Vino di buona struttura generale, ricco.

CORTESE (bianco)
E’ uva originaria della provincia di alessandria, ancor oggi la sua zona di maggiore diffusione. Il suo habitat è costituito dalle colline tra Novi e Tortona. Raramente ha varcato questi confini, anche se in provincia di Verona se ne contano diversi impianti. La sua vera culla è comunque Gavi, al punto che il nome di questa cittadina ha avuto il sopravvento su quello dell’uva nella Docg. Il vino che proviene da questa zona è tra i bianchi italiani più noti anche all’estero. E’ di colore pallido con riflessi verdolini, ha profumo fine, aristocratico ma intenso e tipico; è molto secco, caratterizzato da una fresca vena di acidità e da notevole struttura.

CORTO
Si dice di un vino poco persistente, cioé che lascia uno scarso sapore in bocca.

CORVINA (rosso)
Nell’area veronese è una vera star. Partecipa insieme con la Molinara e la Rondinella agli uvaggi che sono alla base del Bardolino, del valpolicella, del Recioto Classico
e dell’Amarone, tutti prodotti nella zona compresa fra la costa veneta del Lago di garda e le colline della Valpolicella a nord e a nord-est Verona.

CROATINA (rosso) Vedi BONARDA

CRU
Termine francese che indica uno specifico vigneto, o anche una sua piccola parte ben precisa, in una determinata zona. Le uve dei crus sono di qualità più pregiata.

CULTIVAR
Sottospecie di un tipo di vitigno.

CUVEE
E’ il risultato delle operazioni di taglio di vari vini di diverse provenienze e annate, solitamente alla base degli spumanti Metodo Classico, ma non solo.

DECREPITO
Si dice di vino eccessivamente vecchio,

DELICATO
Un vino che ha caratteristichje di armonia, di finezza e di pregio.

DISARMONICO
Vino nel quale la carenza o l’eccesso di un componente crea un forte squilibrio.

DOLCE
Più di abboccato e di amabile quanto a contenuto zuccherino.

DOLCETTO (rosso)
Originario del Piemonte, dove è diffusissimo, e della Liguria, dove prende il nome di ormenasco, è tra le varietà più amate e tradizionali della regione. Il vino che se ne ricava ha un bel colore rubino violaceo, profumi fragranti e vinosi, al giusto corpo unisce una buona alcolicità, è equilibrato per acidità e morbidezza, e ha un caratteristico e gradevole retrogusto amarognolo - Ha ricevuto il riconoscimento della Doc in ben sette zone del Piemonte, in ognuina delle quali esprime diverse sfumature. Ipiù robusti e longevi sono quelli d’Alba, di Diano d’Alba e di Dogliani.

DORATO
Tipico colore dei bianchi di corpo e struttura, specie se maturati in legno.

DRUPEGGIO (bianco)
Varietà a bacca bianca tipica dell’Italia centrale e in particolare dell’Umbria e dell’Alto Lazio. Talvolta viene chiamato anche Canaiolo bianco.

ELEGANTE
Vino equilibrato, aristocratico, di razza.

EQUILIBRATO
Un vino le cui principali componenti sono nel giusto rapporto tra loro.

ERBACEO
Sentore vegetale tipico di vitigni come il cabernet e il Merlot. si avverte particolarmente nei vini giovani e in quelli ottenuti con uve non perfettamente mature.

ERBALUCE (bianco)
Tra i pochissimi vitigni bianchi piemontesi. Diffuso quasi eslusivamente nella zona di Caluso, in provincia di Torino, dove è alla base dell’omonimo bianco e del Caluso
passito.

ETEREO
E’ il sentore tipico dei vini invecchiati, un pò pungente e alcolico, dato, appunto, dalla presenza degli eteri.

EXTRA BRUT
Vino spumante Metodo Classico molto secco.

FALANGHINA (bianco)
Varietà a bacca bianca molto tradizionale nelle zone dei Campi Flegrei, del Sannio Beneventano e del Massico, nella Campania settentrionale; da qualche tempo anche nell’area della penisola Sorrentina e in particolare della costiera amalfitana. I vini che ne derivano sono dei bianchi di buon corpo dai profumi delicatamente aromatici.

FAVORITA (bianco)
Varietà a bacca bianca presente in alcune aree del Piemonte. Nella zona delle Langhe è alla base dell’omonimo bianco Doc.

FECCIOSO
Ricco di feccia e quindi non limpido, e soprattutto caratterizzato da odori sgradevoli di idrogeno solforato.

FERMENTAZIONE ALCOLICA
Processo per il quale gli zuccheri contenuti nel succo d’uva si trasformano in alcoli e anidride carbonica sotto l’azione dei lieviti.

FERMENTAZIONE MALOLATTICA
E’ una fermentazione secondaria che interviene dopo quella primaria o alcolica. Consiste nella traformazione dell’acido malico in acido lattico sotto l’azione dei batteri
lattici. Determina una perdita di acidità totale nel vino ed è favorita soprattutto nei vini rossi o nei bianchi particolarmente corposi e maturati in legno.

FERNANDA (bianco) Vedi CORTESE

FIANO (bianco)
Erede dell’antico Apianum, vitigno da cui derivano grandi bianchi dell’antichità classica. Oggi è diffuso soprattutto in Irpinia e in piccole zone del Molise. Da uve Fiano
in purezza deriva il Fiano di Avellino Doc.

FINE
Elegante nei profumi e armonico nel gusto.

FLOREALE
Vino con profumo di fiori.

FORASTERA (bianco)
Péndant del Biancolella come vitigno bianco dell’isola d’Ischia, è alla base dell’Ischia bianco e dell’omonimo Forastera d’Ischia. Il suo nome deriva probabilmente da
un’origine “forestiera” di questo vitigno.

FRAGRANTE
Termine riferito al profumo, indica un vino dai profumi intensi, fini ed eleganti.

FRANCONIA O BLAUFRANKISH (rosso)
In Italia esiste in qualche area del Friuli, ma è molto più diffuso in Austria, nelle zone di Wachau e a Klosteneuburg. In Germania è chiamato anche Limberger.

FRAPPATO (rosso)
E’ diffuso quasi soltanto nella parte centro-meridionale della Sicilia. Da esso deriva il famoso Cerasuolo o Frappato di Vittoria, un rosso alcolico e morbido.

FREISA (rosso)
Fra le uve rosse piemontesi è forse la meno pretenziosa. Ne derivano rossi leggeri e talvolta frizzanti, poco adatti all’invecchiamento. Fra i vini a Doc che se ne
traggono ricordiamo la Freisa d’Asti e la Freisa di Chieri.

FRESCO
In un profumo indica sentori fruttati e citrici, al gusto una gradevole e giovanile acidità.

FRUTTATO
Sentore tipico dei vini giovani, che hanno profumi e sapori di frutta fresca.

GAGLIOPPO (rosso)
Sebbene diffuso in Abruzzo, Campania, Umbria e Marche, questo vitigno di probabile origine greca è la varietà rossa più coltivata in Calabria. Il Cirò, erede del
greco Krimisa, è il più noto tra i vini che ne derivano, ma anche il Donnici, il Lamezia, il Melissa e il Savuto, tutti a Doc, ne sono ottime espressioni.

GAMAY (rosso)
Vitigno di origine francese, rappresenta la base ampelografica di uno dei vini più famosi d’Oltralpe, il Beaujolais. Il Gamay più noto è propriamente detto Gamay Noir. Robusta varietà che fiorisce, fruttifica e matura precocemente, si può coltivare in regioni viticole anche piuttosto fredde, come la Val d’Aosta.

GARGANEGA (bianco)
Varietà a bacca bianca molto diffusa nella zona orientale della provincia di Verona e in parte di quella di Vicenza. E’ alla base della produzione del Soave e del
Gambellara.

GEWURZTRAMINER (bianco) Vedi TRAMINER

GIOVANE
Vino non ancora pronto.

GIRO’ (bianco)
Da non confondere con il vino Cirò che si produce in Calabria, il Girò è un vitigno rosso tipico della zona di Cagliari. Ne deriva l’omonimo vino a Doc, un rosso talvolta proposto in versione liquorosa.

GOUDRON
Letteralmente “catrame”, è un sentore tipico del profumo dei grandi rossi invecchiati. E’ una delle componenti del bouquet.

GRANATO
Colore tipico dei grandi rossi da invecchiamento.

GRASSO
Un vino ricco di sostanze estrattive. Questa sensazione è anche tattile, e si riferisce alla densità del vino.

GRECANICO (bianco)
E’ presente in quasi tutta la Sicilia occidentale e centrale. E’ alla base degli omonimi vini nei comprensori a Doc di Menfi, di Santa Margherita del Belice e di Contessa
Entellina.

GRECHETTO (bianco)
Diffuso soprattutto in Umbria e nel Lazio settentrionale. Lo si trova negli uvaggi del Torgiano bianco e dell’Orvieto. Da solo nella zona dei colli Martani.

GRECO (bianco)
Il nome descrive con chiarezza l’origine di questo vitigno bianco diffuso in Campania e in Calabria, regioni anticamente comprese nella Magna Grecia. I vini che ne
ricavavano i nostri antenati, il Falerno bianco e l’Amineum, erano tra i più pregiati dell’epoca. La varietà campana prende il nome dal comune di Tufo, ed è un vino
Doc. In piccole quantità è presente anche nell’uvaggio di altri vini, come il Lacryma Christi del Vesuvio, il Frascati o il Torre Quarto pugliese. Dalla varietà calabrese
(diffusa soprattutto nei comuni di Bianco, che dà il nome alla Doc, e di Gerace), si ottiene uno dei miglioro vini da dessert italiani. Da uve Greco si ottiene anche il
Cirò Bianco.

GRIGNOLINO (rosso)
Vitigno particolarissimo, ricco di tannino e povero di sostanze coloranti. E’ presente quasi esclusivamente nel Monferrato e nella zona di Asti, aree dalle quali
provengono gli omonimi vini a Doc.

GRILLO (bianco)
Molto diffuso nella zona del Marsalese e nel comprensorio di Alcamo, nella Sicilia occidentale, dove è alla base dei rispettivi vini a Doc.

GROPPELLO
Varietà a bacca rossa presente quasi esclusivamente nella zona del Garda Bresciano, dove è alla base di tutti i vini rossi e rosati, compreso l’omonimo Groppello
del Garda Bresciano.

GRUNER VELTLINER (bianco) Vedi VELTLINER

GUARNACCIA
Lo si può incontrare quasi esclusivamente nella provincia di Napoli. E’ vitigno presente nell’uvaggio dell’Ischia Rosso Doc.

INCROCIO MANZONI (bianco/rosso)
Ne esistono due tipi. Il 6.0.13, che deriva dall’incrocio Riesling con Pinot Bianco e dà luogo a un bianco leggero e appena aromatico. Più raro il rosso 2.15, da uve
Prosecco e Cabernet Sauvignon. E’ diffuso in alcune zone del Vento e in particolare in provincia di Treviso.

INNESTO
E’ la pratica colturale che consiste nel trapiantare su un ceppo o un tralcio di vite un frammento di un’altra varietà.

INTENSO
Nel colore indica la tonalità, nel profumo l’ampiezza delle sensazioni, al gusto la persistenza.

INZOLIA (bianco)
Dopo il Trebbiano e il Catarratto, l’Inzolia, detta anche Ansonica, è di gran lunga la varietà più diffusa in Sicilia, sua terra d’origine. E’ anche la base del celebre Marsala.

KERNER (bianco)
Vitigno a bacca bianca frutto dell’incrocio di Riesling Renano con Schiava. In Italia è presente quasi esclusivamente in Alto Adige, mentre si può incontrare più facilmente nelle regioni tedesche della Rheinessen e della Rheingau e persino in alcuni vigneti del Sud dell’Inghilterra.

LAGREIN (rosso)
Coltivato intorno a Bolzano, dà origine a un’uva ricchissima di sostanze coloranti. Ne deriva un vino dal colore violaceo e dai profumi di more e mirtilli, il Lagrein
Dunkel. Negli ultimi anni, grazie a più moderne tecniche di allevamento e vinificazione, alcuni Alto Adige Lagrein hanno raggiunto vertici qualitativi davvero notevoli.
Esiste anche una versione rosata, il Lagrein Kretzer, frutto di una vinificazione in bianco delle uve Lagrein.

LAMBRUSCO (rosso)
E’ il vitigno di gran lunga più diffuso in tutta la pianura emiliana, dove i vigneti di Lambrusco si estendono senza soluzione di continuità dalla periferia occidentale di
Bologna fino alle estreme propaggini della provincia di Parma. E’ possibile trovarne anche nella Bassa Mantovana e persino in alcune zone del Trentino, dove viene
utilizzato soprattutto nella  produzione di vini novelli. La storia di questo vitigno si perde nella notte dei tempi. Si parla di un’uva lambrusca conosciuta addirittura
dagli Etruschi. Attualmente la famiglia del Lambrusco conta circa sessanta sottovarietà. Le più importanti sono, comunque, il Lambrusco Salamino, il Lambrusco
Marani, il Lambrusco Maestri, il Lambrusco Montericco e il Lambrusco di Sorbara, probabilmente il più famoso e diffuso di tutti. Da queste varietà derivano le quattro principali Doc di Lambrusco attualmente prodotte in Emilia: quello di Sorbara, il Grasparossa di Castelvetro, il Salamino di Santacroce e il Reggiano, quest’ultimo ottenuto da un blend delle diverse sottovarietà.

LEGGERO
Vino di bassa gradazione alcolica ma equilibrato e piacevole.

LIEVITI
Microrganismi responsabili della fermentazione alcolica.

LIMPIDO
Vino privo di sospensioni e velature.

LIQUEUR D’EXPEDITION
In italiano “sciroppo di dosaggio”. E’ il prodotto aggiunto allo spumante Metodo Classico al momento della sboccatura per conferirgli un gusto particolare; è a base
di saccarosio, mosto o distillato.

LIQUEUR DE TIRAGE
In italiano è “sciroppo zuccherino”. Viene aggiunto alla partita di vino base spumante per provocare la formazione della caratteristica spuma ed è composto, secondo
il regolamento dell’Istituto Talento Metodo Classico, di lieviti, saccarosio e vino base della cuvée.

LIQUOROSO
Vino che per la gradazione, la struttura e la dolcezza somiglia ad un liquore. Dev’essere addizionato di alcol o, comunque, deve superare i 15° alcolometrici.

MADERIZZATO
Un vino palesemente ossidato; a volte non è un difetto ma una caratteristica di tipicità (Madera, Marsala).

MAGNUM
Bottiglia per il vino spumante Metodo Classico con capacità di 1,5 litri.

MAGRO
Un vino debole, povero di corpo e di sostanze estrattive.

MALVASIA (bianco e rosso)
Insieme al Moscato, è una delle uve dalla storia più antica e movimentata. Nell’antica Grecia, dove era giunta dall’Asia Minore, prese il nome dal porto di Monenvasia.Le principali Malvasie italiane sono l’istriana, diffusa nel Friuli Venezia Giulia, che dà un vino di buona alcolicità, ricco e pieno, leggermente aromatico, molto fine;quella del Lazio, intensa ed elegante, che entra a far parte dell’uvaggio dei bianchi locali, quasi mai vinificata da sola; la Malvasia di Candia, diffusa nel Lazio e in Campania; quella del Chianti, delicata e profumata, che confluisce in uvaggi anch’essa. Nelle isole Lipari la malvasia trionfa, ed è protagonista di uno dei grandi vini da dessert italiani. Quella nera invece è diffusa in Piemonte (è a Doc a Casorzo e Castelnuovo), in Alto Adige (dove è Doc) e in Puglia, dove fa parte dell’uvaggio di numerosi rossi e rosati. In Sardegna se ne contano numerose versioni, da quelle spumanti alle liquorose, più o meno secche, di buon livello e serbevoli.

MARZEMINO (rosso)
Ricordato da Lorenzo da Ponte, librettista del Don Giovanni di Mozart, è coltivato quasi esclusivamente in Trentino, soprattutto nella zona di Isera, vicino Rovereto,
e in alcune aree della Lombardia orientale, nelle province di Bergamo e di Brescia. Il vino che ne deriva è un rosso violaceo dai profumi intensamente erbacei e di
medio corpo.

MATTONATO
Colore dei rossi molto invecchiati, alla soglia della maderizzazione.

MATURO
E’ un vino che ha raggiunto lo stadio ottimale di maturazione, sia esso giovane o invecchiato.

MERLOT (rosso)
Anche il Merlot è originario del Bordolese, dove in percentuale è più diffuso del Cabernet. Si trova in tutta la sottozona del Pomerol. E’ stato il primo vitigno francese
ad essere impiantato su larga scala nel nostro paese dopo l’epidemia della fillossera. Si è diffuso particolarmente in Veneto, in Friuli e in Trentino, e successivamente
anche in Lombardia, nel Lazio e in Campania, più di recente in Toscana e in Umbria.

METODO CLASSICO
Metodi di produzione dello spumante assolutamente manuale. Ogni bottiglia viene “toccata” dalle mani dell’uomo circa cento volte prima di giungere al consumo.

MOLINARA (rosso)
Il suo nome deriva dal fatto che gli acini, ricoperti di pruina, sembrano letteralmente infarinati. Oggi la si può incontrare quasi esclusivamente in provincia di Verona,
dove partecipa agli uvaggi del Bardolino, del Valpolicella, dell’Amarone e del Recioto Classico.

MOLLE
Vino di scarsa acidità, stucchevole, troppo morbido.

MONICA (rosso)
Tipica varietà rossa della zona del Cagliaritano. Ne derivano vini rossi dolci, talvolta anche liquorosi, più raramente frizzanti.

MONTEPULCIANO (rosso)
Dopo il Sangiovese, il Montepulciano d’Abruzzo è una delle varietà autoctone più diffuse. Di origine toscana, questo vitigno è stato confuso in passato con il Sangiovese, con il quale comunque mostra una parentela abbastanza stretta. Con il Vino Nobile di Montepulciano, invece, c’è una parentela solo letterale, dato che quest’ultimo èottenuto da tutt’altre uve. In Abruzzo ha una posizione di privilegio: è l’uva più diffusa della regione, e se ne producono oltre 200.000 ettolitri, che comprendono siala versione rossa che quella rosata, il Cerasuolo. E’ coltivato con successo anche in Emilia, nelle Marche (dove si esprime con grande eleganza nel Rosso Conero),ma anche nel Lazio, nel Molise e in Puglia.

MORBIDO
Vino equilibrato e con una certa rotondità dovuta all’abbondanza di alcol e glicerina.

MORELLINO (rosso) Vedi SANGIOVESE

MOSCATO (bianco e rosso)
Il Moscato, anzi “i” Moscati, sono tra le varietà più antiche e coltivate in tutto il globo. Proveniente dall’Asia Minore, questo vitigno fu diffuso in tutto il bacino del
Mediterraneo dai marinai greci e fenici. Naturalmente nel corso dei millenni la specie si è evoluta e differenziata, adattandosi a climi e terreni diversissimi. Abbiamo
così, nell’ambito di questa grande famiglia, il Moscato ad acino piccolo, cha dà vita a numerose varianti come il Moscato di Canelli, il Moscato di Frontignan, il
Moscatello bianco, il Moscatel Menudo, il Muskateller, il Brown Muscat e molte altre; dal Moscato di Alessandria derivano il Muscat Roumain, il Moscatel de
Malaga, il nostro Zibibbo e altri ancora; non va dimenticato il Moscato d’Amburgo, una varietà ad acino nero molto diffusa. Nella nostra penisola viene coltivato
principalmente sulle colline piemontesi e nell’Oltrepò Pavese, ma in piccole quantità (parliamo naturalmente di uve da vino) è presente in tutta Italia. Dallo
spumeggiante e inconfondibilmente aromatico Asti ai vini dorati e liquorosi di Puglia e delle isole, passando per i Golden e Rosen Muskateller dell’Alto Adige e giù
fino a Pantelleria, è tutto un fiorire di Moscati, a testimoniare le grandi possibilità di quest’uva e il successo che riscuote in ogni sua versione.

MOSTO
Prodotto ricavato dalla pigiatura dell’uva fresca, con una gradazione alcolica non inferiore agli 8°.

MULLER THURGAU (bianco)
E’ un incrocio di Riesling e Sylvaner, diffuso in tutto il mondo, messo a punto nel 1882 in Germania presso la stazione enologica di Geisenheim dal professor
Hermann Muller, nativo di Thurgau in Svizzera, a cui si deve il nome. Nel nostro paese è poco diffuso: se ne trovano poche decine di ettari in Lombardia,
Veneto, Friuli. Tuttavia le produzioni più apprezzate provengono dalla Valle d’Isarco in Alto Adige e dalla Valle di Cembra in Trentino. I migliori Muller
Thurgau hanno bisogno di vigneti con un’ottima insolazione, situati a quota elevata, e di un clima piuttosto freddo.

NASCO (bianco)
Vitigno autoctono sardo, diffuso soprattutto nell’area cagliaritana e in particolare nel Campidano. I vini che ne derivano sono dei bianchi dolci, talvolta
liquorosi.

NEBBIOLO (rosso)
Il nome di quest’uva evoca le nebbie che salgono in ottobre dalle vallate dell’albese e avvolgono la Langa; e proprio in questa zona del Piemonte il Nebbiolo
regna incontrastato su tutti gli altri vitigni. Se Barolo e Barbaresco sono tra i più grandi vini d’Italia, anzi del mondo, lo si deve al perfetto matrimonio tra questa
terra e un’uva che trasferita altrove perde il suo fascino austero e aristocratico e si esprime in prodotti di minore caratura. Le sottovarietà più diffuse sono Lampia
e Michet in Langa, Spanna nel vercellese e nel novarese, e Chiavennasca in Valtellina. I vini Docg e Doc ottenuti da sole uve Nebbiolo, oltre ai già citati Barolo e
Barbaresco, sono il Roero, il Gattinara, lo Spanna, il Carema, il Nebbiolo d’Alba e, in Lombardia, i vini della Valtellina; in molti altri rossi lombardi e piemontesi
entra a far parte dell’uvaggio.

NEGRARA (rosso)
Tipico vitigno a bacca rossa della Valpolicella. Prende il suo nome da quello del paese di Negrar, uno dei più noti comuni della zona.

NEGROAMARO (rosso)
L’ottanta per cento dei rossi e dei rosati della Puglia vedono nel loro uvaggio una notevole percentuale di Negroamaro. Quest’uva, probabilmente introdotta
nell’arco ionico dai Greci, trova la sua massima diffusione nel leccese, nel brindisino e in provincia di Taranto. Alezio, Brindisi, Copertino, Leverano, Matino,
Nardò, Cerignola, Squinzano e Salice Salentino sono le principali Doc regionali nelle quali il Negroamaro gioca un ruolo determinante.

NERBO
Carattere del vino legato all’acidità, rivela corpo e carattere.

NERELLO (rosso)
Esiste nelle sottovarietà Mantellato, Mascalese e Cappuccio e lo si trova quasi esclusivamente nella zona orientale della Sicilia. E’ alla base del Faro e dell’Etna
Rosso, entrambi a Doc.

NERO D’AVOLA (rosso)
Conosciuto anche come Calabrese, è il miglior vitigno rosso della Sicilia e anche il più diffuso. Viene di solito coltivato ad alberello o a spalliera e dà un’uva ad alta
gradazione zuccherina che gli permette di arrivare con facilità a oltre 15° alcolici. Il vino che se ne ricava ha sapori e profumi intensi e particolari ma risulta carente
di acidità; per questo motivo è quasi sempre usato negli uvaggi, ai quali conferisce corpo e il tipico aroma di marasca. Il Nero d’Avola entra nella composizione del
Cerasuolo di Vittoria e di diversi altri vini Doc, tra cui alcuni tipi di Marsala; è una componente dell’uvaggio dei rossi da tavola siciliani più noti.

NETTO
Un profumo o un gusto pulito, franco e senza difetti.

NOSIOLA (bianco)
Varietà bianca autoctona del Trentino oggi molto rara. Dà origine a bianchi fruttati con un particolare retrogusto amarognolo.

NURAGUS (bianco)
Presente in Sardegna da millenni, vi è stato probabilmente portato dai marinai fenici. Diffuso un pò dovunque nella regione, insieme al Vermentino è l’ingrediente
principe dei vini fruttati e leggeri, equilibrati e spesso frizzantini, di cui l’isola è una grande produttrice. I quasi 15.000 ettolitri di produzione annua pongono il Nuragus
di Cagliari al secondo posto della graduatoria delle Doc sarde dietro al Vermentino di Sardegna.

ORMEASCO (rosso) Vedi DOLCETTO

ORTRUGO (bianco)
Originario delle zone dell’Oltrepò Pavese e dei Colli Piacentini, questo vitigno a bacca bianca partecipa agli uvaggi del Trebbiano Val Trebbia, del Monterosso
Val d’Arda e del Val Nure, mentre è vinificato in purezza nel Colli Piacentini Ortrugo.

OSSIDATO
Un vino cha a causa del contatto con l’aria ha perso freschezza, presenta un colore più scuro del normale e tende a maderizzarsi.

OTTAVIANELLO (rosso)
Il nome deriva da quello del paese di Ottaviano, in provincia di Napoli, ma ora viene coltivato quasi esclusivamente in Puglia, dove assurge all’onore di una Doc
specifica nell’Ostuni Ottavianello, prodotto in provincia di Brindisi.

PAGLIERINO
Colore giallo simile alla paglia.

PAMPANUTO (bianco)
Molto simile al bianco d’Alessano, è alla base dell’uvaggio del castel del Monte Bianco, prodotto in una vasta zona in provincia di Bari.

PAS DOSE’ o NATURE
E’ lo spumante più secco in assoluto, al quale non è stato aggiunto dopo la sboccatura lo “sciroppo di dosaggio” e la bottiglia è perciò stata ricolmata con prodotto
identico.

PASCALE DI CAGLIARI (rosso)
Vitigno a bacca rossa presente soprattutto nella zona di produzione del Campidano di Terralba, tra le province di Oristano e di Cagliari.

PASSITO
Vino ottenuto dalla lavorazione di uve appassite, all’aperto o al coperto; ha elevato contenuto alcolico e zuccherino.

PASTOSO
Vino ricco di zuccheri, estratto e glicerina.

PECORINO (bianco)
Diffuso in gran parte dell’Italia centrale, è presente in particolare nella zona di Osimo, nelle Marche centrali, e in buona parte dell’Umbria.

PENETRANTE
Odore acuto e talvolta sgradevole provocato da sostanze volatili (acetato di etile) o da componenti gassose (anidride carbonica).

PER’ ‘E PALUMMO (rosso) Vedi PIEDIROSSO

PERLAGE
La “fontanella” di bollicine di anidride carbonica che si forma nel bicchiere riempito di spumante. Più queste sono fini e continue, migliore è la qualità dello spumante.

PERRICONE o PIGNATELLO (rosso)
Varietà a bacca rossa presente in tutta la Sicilia, dove prende però diversi nomi. Partecipa agli uvaggi del Marsala Rubino e dell’Eloro Rosso.

PERSISTENZA
Durata delle sensazioni gusto-olfattive prodotte da un vino. E’ direttamente proporzionale alla sua qualità.

PESANTE
Troppo ricco di corpo.

PETIT ROUGE (rosso)
Tipico vitigno della zona centro-occidentale della Valle d’Aosta. Da esso derivano l’Enfer d’Arvier, il Torrette e il  Valle d’Aosta Petit Rouge.

PIATTO
Vino di scarsa acidità.

PICOLIT (bianco)
Raro vitigno presente soprattutto nell’area dei Colli Orientali del Friuli e, in minore misura, nel Collio goriziano. Soffre della malattia dell’aborto floreale e quindi solo
pochi acini per grappolo riescono a raggiungere la completa maturazione. L’omonimo vino che ne deriva è un bianco delicatamente dolce, molto gradevole e di
buona concentrazione.

PIEDIROSSO o PER’ ‘E PALUMMO (rosso)
Tipica varietà rossa campana. Lo si trova in tutta la zona del Sannio Beneventano, del Solopaca e dell’isola d’Ischia.

PIENO
Vino di corpo e di struttura, ben equilibrato.

PIGATO (bianco)
Varietà a bacca bianca diffusa soprattutto nella zona della Riviera ligure di Ponente e in particolare nel comune di Albenga.

PIGNATELLO (rosso) Vedi PERRICONE

PIGNOLETTO (bianco)
Esiste quasi esclusivamente nella zona dei Colli Bolognesi, nel comune di Zola Predosa e in poche altre aree limitrofe. E’ alla base di un bianco leggero a Doc, talvolta
prodotto anche in versione frizzante, il Grechetto di Todi.

PIGNOLO (rosso)
Rara varietà rossa tipica di alcune sottozone dei Colli Orientali del Friuli e in particolare del comprensorio di Buttrio. Ne derivano vini rossi di grande classe e struttura.

PINOT BIANCO (bianco)
Per decenni questo vitigno è stato confuso con lo Chardonnay (con il quale condivide molte caratteristiche), al punto che fino a una quindicina di anni fa nel nostro
paese veniva identificato come Pinot-Chardonnay. In Italia è coltivato in Lombardia, Veneto, in Friuli e in Trentino Alto Adige. Nel Settecento i Lorena, granduchi di
Toscana, ne incoraggiarono la diffusione nella regione. Oggi si ritrova nella Doc Pomino, anche se è abbastanza diffuso come vino da tavola di pregio. I più
apprezzati Pinot Bianco sono comunque quelli provenienti dalle zone più vocate del Friuli e dell’Alto Adige. Adattissimo alla spumantizzazione, lo ritroviamo nelle
cuvée degli spumanti più apprezzati, come quelli del Friuli, del Trentino e della Franciacorta.

PINOT GRIGIO
Questo vitigno (una mutazione genetica del Pinot nero e quindi dal colore rosso ramato, pur se alla base di vini quasi sempre bianchi) sulla carta non ha credenziali
del suo blasonato rivale, il Pinot Bianco, né la tipicità, poniamo, di un Tocai. Ma senz’altro ha imposto al grande pubblico un diverso stile nel bere. I bianchi fruttati
e profumati, aggraziati ma non privi di una certa struttura, sono nati sulla sua scia. Nel Collio e nei Colli Orientali del Friuli si esprime con grande ricchezza di stoffa,
in Alto Adige la maggiore acidità lo rende più longevo, ma ultimamente anche in Toscana ha dato ottimi risultati.

PINOT NERO (rosso)
E’ considerato il vitigno rosso più aristocratico e difficile da interpretare. La sua origine è in Borgogna, dove è alla base dei più grandi e famosi vini della zona.
In Champagne è coltivato soprattutto nella montagna di reims in comuni quali Bouzy, Ambonnay e Verzenay. Fuori dall’Europa, in particolare negli Stati Uniti,
sue patrie di elezione sono l’Oregon e le zone di Monterey e della Santa Barbara County nella California centrale. Nel nostro paese sostanzialmente ne esistono due
tipologie: una adatta a essere vinificata in bianco, l’altra perfetta per dare origine a un vino rosso. Dal primo tipo, molto diffuso in Veneto, Friuli e in particolare
nell’Oltrepò Pavese, si ottiene un bianco abbastanza neutro, ottimo però se utilizzato come “base” per la produzione dello spumante. Il discorso è molto diverso per
il secondo Pinot Nero. Si tratta infatti di un vitigno molto delicato, per cui anche un vigneto collocato in ottima posizione è particolarmente soggetto all’andamento
dell’annata. Questo Pinot Nero è molto diffuso in Trentino e in Alto Adige (dove assume la denominazione Blauburgunder), in Lombardia, soprattutto in Oltrepò, ma
anche in Franciacorta, in Veneto e in Friuli; recentemente ha dato risultati incoraggianti anche in Toscana.

PORPORA
Colore dei rossi leggeri e giovani, soprattutto se novelli.

PRIMITIVO (rosso)
I viticoltori californiani storceranno il naso, ma è ormai provato che il loro Zinfandel altro non è se non una versione d’oltreoceano del Primitivo, vitigno ancora diffuso
nel Salento e in alcune zone della Campania. Da esso derivava con tutta probabilità l’antico Falerno e da esso proviene il Primitivo di Manduria.

PROFUMATO
Un vino che dà sensazioni aromatiche e odorose molto piacevoli.

PRONTO
Vino che è adatto a essere consumato senza ulteriore invecchiamento.

PROSECCO (bianco)
La sua origine non è certa, probabilmente proviene dalla Venezia Giulia o da zone orientali più lontane. Diffuso nel Veneto e particolarmente nelle zone collinari della
provincia di Treviso, è coltivato meno intensamente nella provincia di Padova. Il vino che se ne ottiene è di colore giallo paglierino, dai tipici profumi di mela,
mandorla o glicine; è di sapore delicato e leggermente aromatico, poco strutturato. Le versioni più apprezzate di Prosecco, Doc nel comprensorio di Conegliano -
Valdbbiadene, sono quelle frizzanti e spumanti, dal colore più pallido, dai profumi e dal gusto fini e delicati, ideali come aperitivo. Nel comune di S. Pietro di
Barbozza, sulla collina di Cartizze, dà un’uva più zuccherina da cui si ottengono spumanti amabili particolarmente apprezzati. In questo caso riporta in etichetta la
dizione “Superiore di Cartizze” o semplicemente “Cartizze”.

PRUGNOLO GENTILE (rosso)
E’ il vitigno di Montepulciano e da esso provengono sia il Vino Nobile di Montepulciano sia il Rosso di Montepulciano. Parente stretto del sangiovese grosso.

PUPITRE
Intelaiatura a cavalletto in legno dove, a collo in giù, terminano la maturazione le bottiglie di spumante Metodo Classico di notevole struttura.

RABOSO (rosso)
Esiste in due tipologie, Raboso del Piave e Raboso Veronese, entrambe diffuse in prevalenza nella zona del Trevigiano. Insieme sono alla base dell’uvaggio del Piave
Raboso, mentre il Veronese partecipa all’uvaggio dei Colli Euganei Rosso prodotto in provincia di Padova.

REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO (rosso)
Tra i più tipici vitigni friulani, è diffuso soprattutto nelle zone collinari del Collio, dei Colli Orientali del Friuli e in quelle pianeggianti delle Grave e dell’Isonzo. Sul Carso
prende il nome di Terrano, in Romagna è alla base della Cagnina, un rosso dolce molto famoso in zona.

RETROGUSTO
L’insieme delle sensazioni che si avvertono dopo aver deglutito il vino.

RIBOLLA GIALLA (bianco)
E’ uno dei vitigni storici del Friuli; la sua presenza in zona è infatti testimoniata fin dal Medioevo. E’ base di bianchi leggeri e floreali, di modesta struttura, interessanti in
particolare nella zona del Collio.

RIBOLLA NERA (rosso) Vedi SCHIOPPETTINO

RIDOTTO
Sentore tipico dei vini lungamente invecchiati in un ambiente povero di ossigeno (come la bottiglia), che tende ad attenuarsi con l’ossigenazione a contatto con l’aria.

RIESLING (bianco)
A livello mondiale è considerato, insieme allo Chardonnay, il più nobile dei vitigni bianchi. Di questa varietà esistono due tipologie fondamentali: il Riesling Renano
(Rheinriesling) e il Reisling Italico (Welschriesling). Il primo, proveniente dalle vallate del Reno e della Mosella, ma presente anche in Austria, è certamente il più
pregiato e ne derivano grandi vini, capaci di invecchiare a lungo, talvolta anche in versioni dolci, frutto di vendemmie tardive o addirittura di uve ghiacciate
(gli Eiswein) o botritizzate (i Trockenbeerenauslese). In Italia esistono entrambi i tipi, anche se spesso vengono confusi fra loro. Il Riesling è coltivato soprattutto
nel Settentrione. Nell’Oltrepò Pavese è molto diffuso il tipo Italico, da cui si ottengono vini leggeri e fragranti, e soprattutto spumanti; Il Renano, invece, è allocato
nelle altre province lombarde, in Veneto (Treviso, in particolare), in Friuli, ma soprattutto in Trentino Alto Adige.

ROBUSTO
Vino ricco di alcol, strutturato.

RONDINELLA (rosso)
Famoso vitigno a bacca rossa nel Veronese, partecipa agli uvaggi del Bardolino, del Valpolicella, dell’Amarone e del Recioto Classico.

ROSSESE (rosso)
Tipico vitigno rosso della Riviera ligure di Ponente, trova la sua massima espressione nel comprensorio di Dolceacqua, nell’entroterra di Sanremo. E’ alla base di due
vini a Doc, il Rossese della Riviera ligure di Ponente e il Rossese di Dolceacqua.

ROTONDO
Vino morbido per contenuto di zuccheri, di moderata acidità e di corpo pieno.

RUBINO
Colore tipico dei rossi giovani.

RUCHE’ (rosso)
Lo si incontra quasi esclusivamente in alcune zone dell’Astigiano. E’ alla base del vino a Doc Ruché di Castagnole Monferrato, un rosso secco lievemente aromatico.

RULANDER Vedi PINOT GRIGIO

SAGRANTINO (ROSSO)
Presente quasi esclusivamente nel comprensorio di Montefalco, in provincia di Perugia, è alla base di un grande rosso omonimo, il Sagrantino di Montefalco, da
qualche anno a Docg. Tannico e potente, il Sagrantino è una delle nuove star del vino italiano.

SANGIOVESE (rosso)
Questo vitigno è uno dei più diffusi nel nostro paese; viene infatti coltivato dall’Emilia Romagna giù fino alla Campania, e per quantità di vino prodotto rivaleggia con il
Barbera. Chianti, Sangiovese di Romagna, Brunello di Montalcino, Morellino di Scansano sono solo alcuni dei vini ottenuti, almeno in parte, da quest’uva. Non si può
comunque parlare di un solo Sangiovese poiché, data la sua enorme diffusione, nel corso dei secoli si è differenziato in numerose varietà (cloni). Anche il vino che se
ne ricava, poste alcune costanti, può variare dal vinello rosso economico di poca o nessuna distinzione ai vertici qualitativi di un Brunello di Montalcino.

SANGIOVESE GROSSO (rosso) Vedi SANGIOVESE

SAPIDO
Vino ricco di sali minerali.

SAUVIGNON (bianco)
E’ un vitigno alla moda, considerato emergente tra le varietà “internazionali”, in quanto dà origine a vini di rinomanza mondiale. Originario della Francia e più
precisamente delle zone di Bordeaux e della Loira, è alla base di vini quali i Graves, i Sancerre e i Pouilly Fumé. Fuori dall’Europa sta avendo grandi successi in
California e soprattutto in Nuova Zelanda. Viene coltivato da oltre un secolo anche nel nostro paese, dove fu introdotto inizialmente in provincia di Parma e
Piacenza. Si è poi diffuso nel Veneto e soprattutto in Friuli nelle zone del Collio, Isonzo, Aquileia, Grave e Colli Orientali.

SBOCCATURA
Operazione con cui si eliminano i depositi nella lavorazione dello spumante Metodo Classico (in francese dégorgement); la sua data, se riportata in etichetta, è
indicativa dell’età per i non millesimati.

SCHIAVA (rosso)
E’ di gran lunga l’uva rossa più diffusa del Trentino Alto Adige. Il nome suggerirebbe un’origine slava, o addirittura rimanderebbe a un antico sistema di allevamento
in cui era legata a un albero “tutore” e quindi “schiava”. Dato che nei paesi dell’area tedesca è nota come trollinger, che potrebbe essere una corruzione di tirolinger,
non è da scartare l’ipotesi che sia una varietà autoctona del Sud Tirolo. Esistono diversi cloni di Schiava (Vernatschin Alto Adige), dei quali la Schiava Grossa (Grossvernatsch) è la più diffusa. Entra nella composizione di quasi tutti i vini rossi da uvaggio della regione, ed è vinificata pressoché in purezza nelle Doc Lago di Caldaro, Alto Adige Schiava e Santa Maddalena.

SCHIOPPETTINO (rosso)
Detto anche Ribolla Nera. E’ un vitigno rosso presente quasi esclusivamente nella zona dei Colli Orientali del Friuli. Ne derivano vini di buona struttura, con buone
attitudini all’invecchiamento.

SECCO
Vino privo di zuccheri.

SPANNA (rosso) Vedi NEBBIOLO

SPATBURGUNDER (rosso) Vedi PINOT NERO

SPEZIATO
Vino con profumi che ricordano le spezie.

SPUNTO
Eccesso di componenti volatili sgradevoli, come l’aldeide acetica.

STOFFA
L’eleganza dell’impatto gustativo. Può essere lieve, setosa, vellutata, decisa.

STRUTTURA
L’insieme delle componenti di un vino.

SVANITO
Un vino piatto e snervato da un’eccessiva esposizione all’aria.

SYLVANER (bianco)
Varietà di uva a bacca bianca diffusa in Alsazia, dove costituisce in genere la base più semplice ed economica della piramide qualitativa. In Italia è coltivata con
qualche successo in Alto Adige, dove dà bianchi semplici e leggermente fruttati.

SYRAH (rosso)
Il Syrah (o lo Syrah o, ancora, lo Shiraz, da non confondersi con il Petit Syrah, con il quale non ha nessun grado di parentela) è una delle varietà d’uva a bacca nera
più nobili e stimate non soltanto dagli ampelografi, ma anche dagli appassionati di tutto il mondo. Patria di elezione resta la zona del Rodano francese, che dà Cote-Rotie, Cornas e Hermitage, di eleganza quasi inimitabile. Segue per costanza e coerenza di risultati, in modo sorprendente, l’Australia, che si è dimostrata una terra felicissima per questa varietà. Alcuni vini toscani a base di queste uve sono già in grado di competere sul piano internazionale.

TAGLIO
La mescolanza di vini diversi per vitigno o per età.

TALENTO
E’ il nome scelto dall’Istituto Italiano dello Spumante per definire i vini spumante italiani prodotti dalle aziende che aderiscono all’Istituto rispettando il metodo classico
della fermentazione in bottiglia.

TANNICO
Astringente, eccessivamente ricco di tannino.

TANNINO
Sostanza ceduta al vino dalla buccia dell’uva. soprattutto nei rossi è importante per conservare il vino e il suo colore. Al gusto dà una sensazione astringente e ruvida
che si attenua con l’invecchiamento.

TAZZELENGHE o TACELENGHE (rosso)
Rarissima uva rossa della zona dei Colli Orientali del Friuli, coltivata in particolare nei comprensori di Buttrio e di Manzano. Il vino che ne deriva ha un’acidità particolarmente accentuata, tanto che il nome Tazzelenghe in dialetto friulano significa “taglialingua” e sta ad indicare proprio la spigolosità di questo vino.

TENUE
Di un colore o un profumo leggeri e sfumati.

TEROLDEGO (rosso)
Il Teroldego, uva nera tentina simile al Lagrein, fa parte di quel nutrito gruppo di vitigni italiani per decenni ingiustamente sottovalutati. E’ invece un’uva straordinaria, le cui doti sono emerse in tutta la loro evidenza da quando alcuni produttori hanno smesso di coltivarla a grandi rese, rivelando le sue caratteristiche di struttura, potenza e anche dicreta finezza.

TERRANO (rosso) Vedi REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO

TERROIR
L’insieme di territorio, vitigno e tecniche tradizionali di vinificazione che determinano il carattere unico di un determinato vino.

TIPICO
Che ha in sé i caratteri di tipicità della sua categoria. Riconoscibile o riconducibile a una determinata zona o a un determinato vitigno.

TOCAI (bianco)
Alcuni credono erroneamente che sia di provenienza ungherese, dato che in Ungheria da secoli si produce il celebre vino Tokaj, che invece deriva da tutt’altre uve e con il nostro Tocai friulano nulla ha a che vedere. In Alsazia, poi, Tokay è sinonimo di Pinot Grigio, snch’esso molto diffuso in Friuli, e questo non fa che alimentare gli equivoci. In realtà il Tocai è una varietà autoctona, ed è l’uva bianca più diffusa in Veneto, anche se i terreni e il clima del Collio Goriziano costituiscono il suo habitat ideale. E’ coltivato in tutto il Friuli, nel Veronese e in Lombardia.

TORBATO (bianco)
Appartiene probabilmente alla famiglia delle Malvasie. E’ presente esclusivamente nella zona di Alghero, in provincia di Sassari, dove è alla base dell’omonimo bianco a Doc.

TRAMINER (bianco)
E’ con tutta probabilità vitigno originario della zona Tramin, Termeno in italiano, piccolo paese dell’Alto Adige, anche se gli ampelografi francesi lo vorrebbero far provenire dal Jura come sottovarietà del locale Savagnin. Ne esistono due specie: il Traminer e il Traminer Aromatico, quest’ultimo più conosciuto come Gewurztraminer, che letteralmente significa “vino aromatico (o vino speziato) di Termeno”. La differenza tra i due, infatti, sta proprio nel “contenuto” di aromi. Il vitigno è coltivato, come è ovvio, soprattutto in Alto Adige, in minor misura in Trentino e più raramente in Veneto e in Friuli.

TRANQUILLO
Un vino che ha terminato la fermentazione e non presenta tracce di anidride carbonica.

TREBBIANO (bianco)
Noto sin dall’antica Roma con il nome di trebulanum, il Trebbiano è il vitigno che produce la maggior quantità di vino nel mondo. L’origine di quest’uva è senz’altro italica, ma sulla zona di provenienza regna una notevole incertezza, dovuta alla grande abbondanza di località geografiche che fanno riferimento a questo etimo. Noto in Francia come Ugni Blanc, è la base ideale per distillazione del Cognac, dell’Armagnac e dei migliori Brandy italiani. Dalla Lombardia al profondo Sud concorre a un incredibile numero di vini. Ma non è tutto negativo per il nostro vitigno, che qua e là, adattandosi a terreni oarticolari, riesce a esprimere anche dei bianchi interessanti e caratteristici, grazie anche a un drastico abbassamento della sua resa per ettaro. Alcuni Lugana e il Trebbiano d’Abruzzo dimostrano come, attraverso attente scelte qualitative in vigna e in cantina, anche da questo popolare vitigno si possano ottenere dei vini non banali.

UGHETTA (rosso) Vedi VESPOLINA

UVA DI TROIA
Varietà a bacca rossa diffusa soprattutto nella zona centro-settentrionale della Puglia. E’ alla base degli uvaggi del castel del Monte Rosso e Rosato, del Cacc’è Mitte di Lucera, del Rosso di Barletta, di Canosa e di Cerignola.

UVAGGIO
Miscela di uve diverse che fermentando insieme daranno un unico vino.

UVA RARA (rosso)
Diffusa in prevalenza in Oltrepò Pavese, dove partecipa agli uvaggi dell’Oltrepò Pavese Rosso, del Buttafuoco e del Sangue di Giuda; e nel Novarese, dove è presente nel Ghemme, nel fara, nel Sizzano e nel Boca e nel Colline Novaresi con il nome di Bonarda Novarese. Deve il suo nome al particolare grappolo molto spargolo.

VELATO
Vino poco limpido

VELLUTATO
Vino armonico, morbido e carezzevole.

VELTLINER e GRUNER VELTLINER (bianco)
Veltliner è il nome comune e più diffuso della varietà austriaca a bacca bianca detta Gruner Veltliner. Si tratta di un’uva cha dà vini di qualità media, piacevoli ma non particolarmente complessi, con alcune notabili eccezioni presenti nella regione di Wachau, a nord-est di Vienna.

VERDECA (bianco)
Presente in alcune zone della Puglia e in particolare sull’altopiano delle Murge e in provincia di Bari in genere. E’ alla base dei bianchi di Locorotondo e Martina Franca, entrambi a Doc.

VERDELLO (bianco)
Varietà a bacca bianca presente soprattutto nell’Umbria meridionale e in particolare nella zona di Orvieto.

VERDICCHIO (bianco)
Nelle Marche l’uva Verdicchio viene coltivata sin dai tempi più antichi, e sino a qualche tempo fa il vino omonimo è stato uno dei bianchi più popolari , dalla tipica bottiglia a forma di anfora. Il nome fa riferimento al colore dell’acino, che, anche maturo, non perde completamente le nuances verdi. Gli ampelografi discutono sulla sua parentela con il Trebbiano di Soave e di Lugana, con i quali mostra notevolissime analogie. Il Verdicchio è Doc nella zona classica dei Castelli di Jesi e in quella di Matelica.

VERDOLINO
Dal colore tendente al verde, segno di presenza di clorofilla nelle uve di base. Tipico colore dei vini del Nord, soprattutto a base Riesling Renano o Sauvignon.

VERDUZZO (bianco)
Uva bianca diffusa nell’Italia nord-orientale, in particolare in Friuli, dove è base di vini sia secchi che dolci. Questi ultimi hanno nei casi migliori (come nella zona di Ramandolo) buona struttura e equilibrio gustatuvo.

VERMENTINO (bianco)
Il Vermentino, conosciuto in Portogallo come Codega, dalla penisola iberica si è diffuso in Liguria, in Corsica, in Sardegna e, in misura minore, anche in Toscana. Una parentela non troppo remota il Vermentino sembra mostrarla con la Malvasia, specie con quella dell’isola di Madera, da dove potrebbe essere poi approdato in Europa. In Sardegna esistono tre Vermentino doc: il Vermentino di Gallura, che tradizionalmente è più strutturato e alcolico, l’Aghero Vermentino frizzante e il Vermentino di Sardegna, prodotto in tutta l’isola. La tipologia di quest’ultimo non è ancora ben definita, e può variare dal vino di struttura che si affina per due-tre anni in bottiglia al vino fresco e beverino, ideale sui piatti di pesce non impegnativi o come aperitivo. In genere meno strutturato ma elegante è il Vermentino ligure, Doc nella Riviera di Ponente e nei Colli di Luni; sempre in Liguria ricordiamo il Pigato, vitigno tipico della regione, da molti considerato come una varietà di Vermentino. In Toscana, infine, ricordiamo il Candia dei Colli Apuani, il Montecarlo e il Bolgheri Vermentino, tutti Doc, che lo prevedono in purezza o in uvaggio.

VERNACCIA (bianco/rosso)
Probabilmente prende il nome dal latino vernaculum, che vuol dire “del posto”, “nativo”. Questo spiegherebbe la molteplicità di uve che nel nostro paese vanno sotto questo nome. La più celebre è forse quella di San Gimignano, in Toscana, che dà un vino noto sin dal Medioevo. Questa Vernaccia è ricca di carattere e di corpo, asciutta e alcolica, dai profumi delicati, ampi e leggermente aromatici, che tendono a esaltarsi con un breve invecchiamento. La Vernaccia di Oristano, in Sardegna, è ottenuta da uve più che mature, coltivate nel bacino del fiume Tirso.Viene vinificata con un sistema molto simile al Solera, il metodo usato per produrre lo Sherry, con il quale ha notevole affinità. A ovest di Macerata, nelle Marche, si produce invece un particolare spumante dalle uve di Vernaccia Rossa, e cioé la Vernaccia di Serrapetrona Doc; è di colore granato purpureo intenso, e ha profumi vinosi e fragranti, con un gradevole finale amarognolo e astringente. Può essere secca, amabile o dolce, e i risultati migliori si ottengono con la spumantizzazione secondo il metodo classico tradizionale.

VERNATSCH (rosso) Vedi SCHIAVA

VERTICALE
Vino nel quale le componenti acido-tanniche prevalgono su quelle morbide dell’alcol e della glicerina.

VESPAIOLO (bianco)
Tipica varietà a bacca bianca della zona di Breganze, in provincia di Vicenza. Da esso deriva il Breganze Vespaiolo Doc, mentre è presente in minore percentuale nel famoso Torcolato di Breganze, un bianco dolce ottenuto da uve appassite.

VESPOLINA o UGHETTA (rosso)
Presente soprattutto in provincia di Novara, è talvolta confusa con l’Uva Rara o Bonarda Novarese. Partecipa agli uvaggi del Lessona, del Bramaterra, del Ghemme, del Fara, del Boca e, in piccola percentuale, anche del Docg Gattinara. Ha una sua Doc specifica nell’ambito del Disciplinare del Colline Novaresi.

VINOSO
Vino giovane il cui profumo ricorda quello del mosto in fermentazione.

VIOGNIER (bianco)
E’ fra i vitigni bianchi più interessanti del mondo. Diffuso inizialmente in Languedoc-Roussillon enella Valle del Rodano, dove è alla base del Condrieu e del famoso Chateau Grilled. Oggi lo si può trovare anche fuori dalla Francia, in California e in diverse regioni vitivinivole australiane. In Italia è ancora poco conosciuto, ma si coltiva a livello sperimentale in Toscana e in Lazio.

VITIGNO
Tipo di pianta, e quindi di uva, dalla quale deriva un determinato vino.

VIVACE
Vino fresco con presenza di anidride carbonica.

WEISSBURGUNDER (bianco) Vedi PINOT BIANCO

ZIBIBBO (bianco)
Detto anche Moscatellone o Moscato di Alessandria, è oggi coltivato esclusivamente nell’isola di Pantelleria, dove è alla base degli eccezionali moscato e Passito di Pantelleria, gemme della vitivinicoltura del Mediterraneo.

ZINFANDEL (rosso) Vedi PRIMITIVO